Ansa News

Visualizzazione post con etichetta Interviste Death Metal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interviste Death Metal. Mostra tutti i post

martedì 13 settembre 2011

FLESHGOD APOCALYPSE - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Fleshgod Apocalypse in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Agony". Ci risponde il chitarrista della band Cristiano Trionfera:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nuovo album si intitola “Agony” ed è uscito in Nord America il 9 Agosto e in Europa e resto del mondo il 19 dello stesso mese. E’ il nostro primo lavoro che esce per Nuclear Blast Records, con cui abbiamo cominciato a lavorare nella prima parte di quest’anno. Il disco è formato da dieci tracce, che si legano tra loro a formare un concept preciso.

Com'è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Ci siamo formati nel 2007. Io, Paolo e Francesco (Paoli) abbiamo iniziato la band con l’idea di fondere il Death Metal con le influenze di musica classica che appassionano tutti noi. Per i primi due anni la formazione è stata diversa da quella attuale. Francesco Paoli era il chitarrista/cantante e alla batteria c’era Francesco Struglia. Dopo varie vicissitudini abbiamo trovato la lineup, con Tommaso Riccardi alla voce e Francesco Paoli alla batteria, alla quale si è aggiunto in pianta stabile Francesco Ferrini come pianista e orchestratore (abbiamo sempre lavorato con lui, ma ora è entrato nella formazione dal vivo oltre che collaborare con noi nella scrittura).

Come è nato invece il nome della band?

-Cercavamo un nome che potesse rispecchiare l’idea di base del gruppo e a un certo punto è uscito fuori questo nome. La cosa divertente è che in quel momento abbiamo pensato fosse un nome troppo strano. In realtà però ha funzionato proprio perché è un nome che colpisce ed è facile da ricordare, anche se piuttosto complesso.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-I testi per noi sono importanti. Con ogni lavoro mettiamo in campo una tematica particolare, un concept che tratti temi per noi interessanti. Ad esempio nell’Ep “Mafia”, come dice il titolo, trattavamo il tema della mafia in quanto gravissimo problema sociale nel nostro paese, verso cui gridiamo il nostro dissenso. Lo stesso vale per “Agony”, che descrive come gli esseri umani siano fatti da una parte buona e una cattiva. La parte cattiva li porta a comportarsi in modo vile e a perseguire l’oppressione, la violenza, l’abbandono, l’ipocrisia, che si pongono come obbiettivo l’annientamento degli altri esseri umani o la supremazia di uno sugli altri. Questo condanna tutti noi, carnefici e vittime a una agonia eterna.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Beh innanzi tutto sicuramente il connubio tra musica sinfonica e metal estremo, che nel disco è sviluppato in modo approfondito. In sostanza con Agony abbiamo voluto fare un passo in avanti nell’evoluzione stilistica e nel sound, avvicinandoci all’obiettivo che ci siamo posti fin dall’inizio, quella che a nostro modo di vedere è una sinfonia Death Metal.

Come nasce un vostro pezzo?

-Anche per quanto riguarda la stesura dei pezzi questa volta le cose sono cambiate. Nei lavori precedenti la stesura dei pezzi era più legata al metodo diciamo così classico di scrittura che si utilizza nel metal oggi, mentre per scrivere Agony abbiamo voluto partire dall’orchestra e dalla batteria, arrangiando poi chitarre e basso come fossero parte integrante dell’orchestra stessa. Nello specifico i brani nascono dalle idee di Francesco Paoli e Francesco Ferrini, andando ad arricchirsi con il nostro aiuto.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Naturalmente ognuno di noi ha il suo brano preferito. Per quanto riguarda me credo che The Violation, il pezzo che abbiamo scelto come primo singolo, sia un ottimo punto di riferimento per capire dove il disco vuole andare a parare, oltre a essere un brano che mi piace molto.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Sono molte le band che, soprattutto in passato, hanno influenzato il nostro modo di fare musica. Chiaramente tutte le band Death Metal più importanti hanno significato molto per noi. I Morbid Angel ad esempio rimangono tra i punti di riferimento di tutti noi. Oltre a queste, poi, ci sono i Rammstein, che ci hanno influenzato molto non solo musicalmente, ma anche dal punto di vista visuale e di come gestiscono lo show e la comunicazione in generale. Poi c’è la musica classica, con tutti i grandi compositori, italiani, tedeschi, austriaci etc, di cui siamo appassionati.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Beh tra qualche giorno partiamo nuovamente alla volta del Nord America per un tour con Decapitated e Decrepit Birth. Stiamo lavorando per passare la maggior parte del 2012 sulla strada per promuovere Agony. Per ora l’unica cosa certa è un tour da headliner in Sud Africa a Marzo 2012, ma presto ci saranno molte altre novità.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Per adesso ci concentriamo sul disco che è appena uscito. In futuro sicuramente metteremo in cantiere un lavoro del genere.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena è senza dubbio in crescita, anche se nel nostro paese ci sono sempre un sacco di problemi organizzativi, oltre a situazioni lavorative non esattamente semplici. In generale ci manca ancora la fase in cui i musicisti vengono visti come professionisti veri e propri e in alcuni casi questo rende la nostra attività più pesante e complessa.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Ci ha assolutamente aiutato. Non c’è dubbio che oggi le band hanno un bisogno fondamentale della rete. Senza i mezzi che il web fornisce la comunicazione e il successo che ne consegue sarebbero molto più lenti e meno sviluppati.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Devo dire che suonare Death Metal è fisicamente molto faticoso, ma tecnicamente si sfruttano moltissimo le doti dei musicisti. In realtà questo rappresenta un’arma a doppio taglio perché spesso le band si concentrano sul “tecnicismo” e lasciano in secondo piano la musica.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Cd ne sono moltissimi, tanti dei quali fanno parte di orchestre sinfoniche..hahah! Comunque qualche idea in mente ce l’abbiamo già da un po’ di tempo, ma non vorrei rovinare la sorpresa a chi ci segue se poi si presentasse l’occasione.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Intanto vi ringrazio a nome di tutti i Fleshgod Apocalypse per la chiacchierata! Poi quello che posso dire è che spero potremo presto incontrare tutti i lettori in un bel locale italiano in occasione di un concerto. Stiamo lavorando, naturalmente, anche sull’Italia e a breve torneremo a esibirci sui palchi della nostra nazione. Detto ciò a presto! Mi raccomando continuate a supportare le band estreme!

Maurizio Mazzarella

lunedì 11 luglio 2011

HACKNEYED - Intervista alla Band


Intervista ai tedeschi Hackneyed in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Carnival Cadavre". Ci risponde il batterista della band Tim Cox:

Come descriveresti in termini musicali il vostro nuovo album? Vuoi introdurlo?

-Il nostro nuovo album "Carnival Cadavre" è più pesante rispetto ai due album precedenti. Abbiamo aggiunto un'altra porzione di groove e brutalità, mostrando ancora una volta che non siamo banali! E' sicuramente un album death metal, abbiamo cercato di renderlo il più diversificato possibile. Ma ascoltatelo voi stessi!

Quanto tempo è servito per registrarlo?

-In totale siamo sati due settimane in studio. Ma per fortuna abbiamo avuto più tempo per lavorare sulle nuove canzoni rispetto al passato, lavorando molto sulle pre-produzioni. Così un sacco di nuove idee sono nate durante l'ascolto di quelle pre-registrazioni che sono state direttamente trasferite nel nostro nuovo album, quando finalmente siamo entrati nel Studios Weltraum a Monaco insieme con il produttore Corni Bartels.

Quale è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

-Di solito Devin ha un'idea nata da riff e crea anche un intero brano. Poi sviluppiamo la canzone partendo da quel punto di jam in sala prove. Alcune canzoni hanno solo bisogno di alcune ore, alcune sono suonte per settimane fino a quando tutto è come dovrebbe essere. E se ognuno sta avendo un grande sorriso sul volto durante le prove, noi capiamo che la canzone è pronta, è un esperimento umano!

Quali sono gli argomenti affrontati nel vostro nuovo album?

-L'opera del disco si basa sul titolo "Carnevale Cadavre". Ma i soggetti sono molteplici. A partire nell'antica Roma con la storica “Bread and Circuses” (Feed the Lions), arrivando a delle cose reali sui preti pedofili (Holy Slapstick) e anche alcune cose spaziali sugli alieni che apreno il loro circo proprio per attirare la gente e mangiare il loro cervello (Extra Terroristical). Black Humour ha una strizzatina d'occhio al divertimento per tutta la famiglia! E' un mix tra "carnevale" che sta per il divertimento, le risate, gli aspetti umoristici dei testi e "cadavre" che porta in tutti gli aspetti cruenti e sanguinosi.

Qual è il brano del nuovo album al quale ti senti maggiormente affezionato?

-Non è facile rispondere. Sono orgoglioso di tutti i brani di "Carnevale Cadavre". Ogni canzone è forte, a suo modo, altrimenti non l'avremmo messa sull'album. Ma siamo tutti curiosi di quale canzone ai nostri ascoltatori piacerà di più!

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-Naturalmente ascoltiamo molte band come Morbid Angel, Pestilence o Dying Fetus. Ma ci sono così tanti stili interessanti nella musica sia metal che in altri generi musicali! A volte si ascolta musica Blues, alcune cose Classic Rock. I "Gojira", ad esempio sono stati una grande influenza per noi nello stile musicale metal. Non suonano tipica musica Death Metal, ma le loro canzoni sono ricche di varietà e non è mai noioso ascoltarle. Quindi non possiamo dire quale gruppo ci ha influenzato per la maggior parte, è una miscela variegata di un sacco di band differenti e stili musicali.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Beh, naturalmente ci auguriamo che un sacco di persone ameranno "Carnevale Cadavre", come lo amiamo noi! Non vediamo l'ora di suonare le nostre nuove canzoni sul palco. Presentare l'album in tour sarebbe anche bello e forse riusciremo a suonare più show di nuovo all'estero, ad esempio in Italia. E' passato un po' dalla nostra ultima visita e siamo stati davvero bene bel vostro Paese!

Cosa ne pensi del mondo del music business?

-E' triste vedere che un sacco di band buone non ottengono più un contratto discografico. Un sacco di etichette di solito ingaggiano band che hanno già venduto migliaia di album. Le fasce più piccoli ed i nuovi arrivati non ottengono più alcuna attenzione. Questo è molto triste da vedere...

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-Principalmente la nostra età! Tutti i membri della band vanno ancora a scuola o fanno apprendistato, quindi è molto difficile gestire tour più lunghi o spettacoli durante la settimana. Quindi è sempre necessara un sacco di pianificazione preventiva fino ad uno spettacolo o tour rispetto a quando può finalmente essere confermato.

C'è qualche musicista con il quale desiderate collaborare con un giorno?

-Dave Grohl! Egli è probabilmente il ragazzo più cool di Rock'n'Roll! Si, suona musica diversa da noi, ma ho sentito che ascolta anche a band death metal come Cannibal Corpse.

Quali sono i piani futuri per la band? Come volete promuovere il vostro nuovo album?

-Prossima cosa più grande per noi sarà dopo l'uscita del nostro nuovo album "Carnival Cadavre", il 19 agosto, suoneremo al Summer Breeze Open Air in Germania. Ma suoneremo anche in alcuni festival più piccoli. Siamo davvero lieti di questi spettacoli. E forse anche noi riusciamo a fare un tour in autunno, sarebbe veramente bello. Staremo a vedere!

Pubblicherete un live CD o un DVD?

-No, non è previsto ancora! Dobbiamo pubblicare per prima coda "Carnevale Cadavre".

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Spero che godrete del nostro nuovo album "Carnival Cadavre"! Basta sbattere la testa e rimanere fedeli alla buona musica!!

Maurizio Mazzarella

giovedì 16 giugno 2011

DETESTOR - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Detestor in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Fulgor". Si ringrazia la Nadir Promotion:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Fulgor è un disco con una lunga storia alle sue spalle. Basta considerare il fatto che parte di esso ha riposato per circa 10 anni dentro un hard disck per essere poi ripreso e concluso quest'anno. Il risultato è qualcosa che ci soddisfa molto poichè nel disco sono presenti sia tutti gli elementi che hanno sempre contraddistinto i Detestor ovvero potenza e melodia nel giusto equilibrio con l'aggiunta di una freschezza in più data sicuramente dall'ampio uso delle voci le quali alternano growl scream e cantati puliti.

Come è nata la vostra band?

-La band è stata fondata nel 1986 da Rigel, come potrai intuire per raccontare tutta la storia non basterebbe questo giornale... Lui racconta che è nata per gioco e quando si sono visti la prima volta per provare nessuno era capace a suonare ma avevano una gran voglia di spaccare tutto

Come è nato invece il nome della band?

-Anche il nome è stato inventato da Rigel mischiando una parola che aveva in mente molto spesso "detestare" e la parola kreator che era uno dei gruppi più amati da lui. all'inizio la band si chiamava "fuck-off". solo qualche anno dopo scoprì che detestor è una parola latina che riguarda l'imprecare...

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi della vostra musica?

-Non possiamo parlare di Fulgor come di un vero e proprio concept, c'è però un elemento che lega molti brani del disco, una sorta di presa di coscienza, un nuovo “Illuministico risveglio“ in contrapposizione al velo di controllo e di subdola manipolazione da parte della chiesa. Per noi Italiani questo è ancora più evidente. Il bagliore che vogliamo rappresentare è associabile al bagliore della ragione contro le superstizioni religiose, che continuano ancora oggi a provocare guerre e a fare vittime. L'importanza dei testi è molto forte visto che permette di incanalare l'energia, la rabbia e tutte le emozioni che scaturiscono dalla nostra musica dando loro una direzione, un senso.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del nuovo Album?

-I Detestor sono sempre stati un gruppo con forte personalità, che, in ogni lavoro, pur discostandosi dal genere di partenza ha sempre reso tutto in maniera molto personale. In Fulgor questo è ancora più evidente. Basta pensare, come già detto, all'uso delle voci o all'importanza che hanno sempre avuto le linee di basso! Penso che comunque il nostro maggiore punto di forzia sia sempre l'unione di potenza e melodia!

Come nasce un vostro pezzo?

-Non abbiamo una formula precisa, comunque tutto parte dai Riff sui quali poi vengono aggiunte le melodie, viene creata una struttura ed infine arrivano linee vocali e testi.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Come sai per un musicista ogni pezzo ha una sua storia e un suo perchè! Li amiamo ovviamente tutti anche se ognuno di noi può avere quello al quale è più legato o che suona con più trasporto emotivo. Per me personalmente è la title-track Fulgor!!!

Quali band hanno maggiormente influenzato il vostro sound?

-Ognuno di noi ascolta cose molto diverse e svariate! Siamo di larghissime vedute e le nostre fonti di ispirazione passano dalla musica classica al trash metal anni 80, dal black metal alla musica elettronica!!! Bisogna però ammettere che nel periodo in cui iniziammo a comporre i pezzi, e parliamo del 99 - 2000, il death melodico di provenienza svedese (At The Gates, In Flames ecc.) ci ispirò fortemente.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensare di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date?

-E' sicuramente quello che ci auguriamo, suonare il più possibile e portare ovunque la nostra musica! Non vi nascondo che stiamo già lavorando a del nuovo materiale e nn è quindi da escludersi in un non troppo lontano futuro anche un seguito discografico.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o di un DVD?

-Se ti dicessi che è in programma mentirei, però come tu sai i Detestor hanno ormai più di 20 anni di storia e se Fulgor ci porterà dei nuovi fan, magari appartenenti alle nuove generazioni, sarebbe molto bello riproporre loro tutti i nostri brani storici e per fare ciò un bel cd live o addirittura un DVD sarebbe perfetto!!! Vedremo.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Devo essere sincero nel dirti che nn sono troppo aggiornato sull'attuale scena e aldilà dei vecchi nomi tuttora presenti che continuano a fare musica con i controcoglioni come Sadist, Extrema e tanti altri non ti saprei dire. Quello che però mi sento di dover dire è che hanno stufato tutti sti cazzo di tributi che continuano a monopolizzare i locali sfruttando il talento di qualcun altro.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Quando nel 2001 ci sciogliemmo internet non aveva ancora l'importanza di adesso! Di conseguenza non potrei rispondere a questa domanda. Sta di fatto che il web se usato nel modo giusto può essere di fondamentale aiuto e lo stiamo già iniziando a vedere.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Lo stai chiedendo a qualcuno che fa il musicista di professione e di conseguenza suona svariati generi! Devo dire che il nostro genere da grande sfogo e soddisfazione ma la musica per me è a 360 gradi e ti posso assicurare che suonare la quinta di beethoven è molto più metal di quanto si possa pensare!!!

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Ce ne sono tantissimi e potrei farti un elenco pressochè infinito!! Il nostro ritorno è stato possibile anche grazie ad un altro grande gruppo della nostra città, i Sadist. Per cui se proprio devo fare un nome penso che collaborare con loro per noi sarebbe un grande onore.

Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Sarebbe bello citare quello che urla Jaiko al pubblico durante i nostri concerti ma penso che non si possa di conseguenza vi invito a venirci a vedere dal vivo per sentirlo con le vostre orecchie!!!!

Maurizio Mazzarella

venerdì 3 giugno 2011

AUTOPSY - Intervista alla Band


Intervista ai californiani Autopsy in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "Macabre Eternal". Ci risponde il batterista della band Chris Reifert. Ringraziando infinitanmente Pamela Scavran della Kizmaiaz:

Come descriveresti, in termini musicali il vostro nuovo album? Vuoi presentarlo ai lettori di Informazione Metal?

-Hhmmm, è pesante, brutale, brutto, malato e colmo di sangue intriso. Insomma, è death metal tutto allo stato puro gente!!!

Quanto tempo è servito per registrarlo?

-Sono serviti sette giorni per la registrazione ed il mixaggio ed anche un giorno di mastering.

Qual è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

-Di solito, chi ha una nuova canzone scritta la porta in sala prove ed il resto della band la impara. Liricamente, tutto ciò che si inserisce nell'atmosfera degli Autopsy è giusto da suonare fino a quando è buio, malato, orribile o folle.

Quali sono gli argomenti affrontati nel nuovo album?

-Niente di bello, ve lo posso assicurare. Haha! Con un titolo come "Macabre Eternal" si comprende che ci saranno un sacco di orribili orrori che vi aspettano. Vienite dentro per apprendere! Non mente il sangue sul pavimento, è perfettamente normale. Eh eh ...

Qual è il brano dal vostro nuovo album al quale ti senti maggiormente affezionato?

-Se dovessi sceglierne uno, sarebbe probabilmente ?Sadistic Gratification Hell', vorrei aver scritto quella canzone, ma è uno dei brani realizzati da Eric. Hah! Ha davvero creato un mondo di incubi e di torture con quel brano. Onestamente, mi piace ogni brano dell'album. Siamo molto orgogliosi di questo!

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-Non riesco a pensare ad una qualsiasi band che ci ha influenzato direttamente, attualmente anche se amiamo ancora tutte le cose che abbiamo ascoltato in passato, ascoltiamo anche tonnellate di altre cose strane.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Non ho aspettative. E' fuori dalla nostra testa, dalle mani, dalle orecchie e dal cervello adesso. E' un disco per gli ascoltatori che decideranno cosa ne sarà di esso. Tutto quello che posso dire è ascoltatelo ad alto volume e spesso!

Cosa ne pensi del mondo del music business? Come lo giudichi?

-E' quello che è e che abbiamo imparato molto nei molti anni di attività, lotti contro di esso e nel modo più duro. Sono diventato più protettivo che mai nei confronti della band e stiamo ancora vivendo un grande momento.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-Non riesco a pensare troppi a questo aspetto al momento. Eventuali difficoltà sono da trattare, così la cosa importante è continuare a suonare così la visione della band resterà intatta.

C'è qualche musicista con il quale desideri collaborare un giorno?

-E' una domanda molto interessante e vorrei avere una risposta altrettantoi interessante per questa domanda. Sarebbe interessante vedere che cosa avrei suonato se avessi avuto modo di suonare a suo tempo con uno come Keith Moon, magari qualche folle jam o qualcosa del genere, ma alla fine sono davvero lieto di lavorare con i ragazzi con cui sto suonando ora negli Autopsy. Grandi musicisti e amici, quindi non c'è niente che manca.

Quali sono i piani futuri per la band? Come desiderate promuovere il vostro nuovo album?

-Non riesco a guardare troppo lontano nel futuro, ma posso dirvi che non è finita con ogni mezzo. C'è di più di una malattia per essere espulsi dal mondo e siamo solo concentrati sulla band. Bloccate il cervello, vogliamo mangiarlo!

Pubblicherete un live CD o un DVD?

-E' già pronto un dvd con filmati dal vivo nelle opere chiamate 'Born Undead'. Uscirà qualche tempo prima della fine del l'anno, quindi tenete gli occhi aperti.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie, ciao a tutti, corpo a pezzi, sangue, budella, la pazzia, metal e whisky a tutti voi. Ci vediamo nelle vostre allucinazioni....

Maurizio Mazzarella

venerdì 13 maggio 2011

FORGOTTEN TEARS - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Forgotten Tears, risponde il chitarrista della band Paolo Beretta:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Ciao a tutti! Sì hai detto bene, "Words To End" è il nostro primo full-lenght ed è stato pubblicato da To React Records proprio qualche settimana fa! Per quanto riguarda "Words To End" posso dirvi che ne siamo davvero soddisfatti: è un vero e proprio connubio tra melodic death Metal e american hardcore... Immaginatevi di mettere insieme band come At The Gates, In Flames e Soilwork con altre come August Burns Red, Unearth, Hatebreed o addirittura un po' di Sick Of It All e Comeback Kid!

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band è nata tra il 2004 e il 2005. Faust (voce) e Matteo (batteria) suonavano già insieme in un progetto... Dopo averli visti ad un loro live in cui mi avevano davvero colpito molto mi è giunta voce che stavano cercando chitarrista e bassista, così li ho subito contattati e ho portato con me Giò (basso), con cui suonavo già da diversi anni! L'idea iniziale era quella di formare una band melodic death metal e sicuramente ascoltando l'album si sentirà l'influenza della scuola svedese! Ovviamente poi siamo cresciuti, e anche quello che ascoltiamo è molto più vario oggi di quello che ascoltavamo anni fa! Alessandro (chitarra) invece si è unito alla band solo qualche mese fa, ma è stata un'aggiunta davvero importante per tutti noi!

Come è nato invece il nome della band?

-Questo ce lo chiedono in molti visto che potrebbe suonare più da band gothic! Bhè... Se ti dicessi che è nato quasi per "scherzo"!? Avevamo alcuni live in programma e ancora non avevamo un nome per la band, così ci siamo ritrovati a dover deciderne uno... Così una sera un nostro amico ci ha detto "che ve ne pare di Forgotten Tears?". Il nome ci suonava bene, e con il tempo, senza quasi che ce ne rendessimo conto, è diventato il nome ufficiale della band!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Anche se non è mai stato dichiarato apertamente, "Words To End" è un vero e proprio concept album e di conseguenza i testi ricoprono un ruolo davvero importante per noi! Tutti i testi dell'album ruotano attorno alla tematica della morte, che, vista attraverso gli occhi di diversi personaggi assume dei risvolti psicologici e introspettivi molto differenti! Faust si è occupato interamente dalla stesura dei testi, ed è stato molto bravo secondo me a riuscire a immedesimarsi in personaggi molto "border-line" come ad esempio un serial-killer, una vittima... Ma anche un malato terminale o un soldato! Spesso l'ispirazione veniva dal mondo circostante... Notizie lette su quotidiani o più semplicemente una di quelle notizie che senti di sfuggita al telegiornale ma che ti colpiscono così tanto che inconsciamente ti ritrovi a pensarci e magari a buttare giù qualche riga con i tuoi pensieri... Faust è riuscito a mettere su carta tutte le sensazioni e i pensieri che questi personaggi possono aver provato negli ultimi istanti della propria vita... Riassumerei il tutto dicendo che è un insieme di riflessioni personali che hanno suscitato davvero molti stimoli e interesse in noi!

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Credo che di elementi differenti nella nostra musica ce ne siano davvero molti! Alcuni hanno criticato l'album dicendo che è troppo vario, io trovo che questo sia invece un punto di forza per l'album! Siamo 5 persone differenti e ognuno di noi ha ascolti diversi l'uno dall'altro! Questo significa che ognuno di noi ha contribuito con le proprie influenze in tutti gli 11 pezzi di "Words To End". Non ci siamo mai voluti porre dei limiti in fase di composizione! Sicuramente il denominatore comune è il melodic death metal, visto che è il genere a cui tutti noi siamo particolarmente legati! Non ci siamo mai voluti porre dei limiti in fase di composizione e questo ha portato a inserire alcuni riff più hardcore, o alcune parti con musica elettronica!

Come nasce un vostro pezzo?

-Solitamente nasce da miei riff di chitarra... Mi ritrovo a canticchiarli nei momenti più impensabili, e, non avendo una memoria lungo-termine molto sviluppata, devo registrarmeli al più presto! Che sia su PC o cellulare! Poi ovviamente vediamo insieme i riff in salaprove e iniziamo a fare delle jam assieme... Così ognuno di noi porta idee fresche e ci si ritrova a sviluppare il pezzo in un modo che probabilmente se l'avessi scritto da solo non sarebbe stato originale allo stesso modo!

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Come band credo che la risposta unanime sia "Final 24", la nostra preferita anche perchè nei live ha una resa davvero incredibile! Dal punto di vista emozionale invece direi che quella a cui sono più legato è sicuramente "Eye"! E' l'unico pezzo che ho scritto interamente io un paio di giorni prima di entrare in studio, in una sola notte insonne! E' un continuo crescendo e mutare di sentimenti contrapposti... Inutile dire che è stata scritta in un momento abbastanza particolare della mia vita! Anche il titolo "Eye" non è stata una scelta casuale, anche se è il pezzo strumentale che si trova in chiusura del disco... Se ci pensate bene suona esattamente come "I", ovvero "io"!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Ci sono davvero tantissime band che ci hanno influenzato... A partire da In Flames, At The Gates, The Haunted per passare a Hatebreed, Nevermore... Personalmente sono stato molto influenzato anche dai Sigur Ros, una band che probabilmente non diresti mai ascoltando il CD, ma che mi è sempre molto di ispirazione!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-I live sono sicuramente la cosa che amiamo di più! Stiamo programmando un tour che ci porterà a suonare in diversi stati europei questo autunno... Non è una cosa facile organizzarlo da soli, ma ci teniamo davvero molto e speriamo di riuscirci al meglio! Se poi qualcuno ci volesse dare una mano...

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Per ora credo sia un po' presto parlare di DVD o di live album, ma chi lo sa! Siamo già al lavoro sui nuovi brani, anche se al momento stiamo concentrandoci più sulla promozione dell'album con molti concerti!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena musicale in Italia è molto valida per quello che ho potuto vedere... Ci sono band underground che davvero saprebbero tener testa ad alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale! Parlo di band come Destrage, Through Your Silence, Tasters, Ready Set Fall! E ultimi, ma non meno importanti, i nostri compagni di etichetta Within Your Pain! Sono tutte band con cui abbiamo avuto l'onore (e il piacere) di condividere il palco e con cui abbiamo instaurato un ottimo rapporto di amicizia! Purtroppo però ci sono anche molte cose negative, come ad esempio locali che preferiscono fare suonare tribute band anziché gruppi che fanno pezzi propri... Per non parlare poi di sedicenti booking che approfittano solo dell'inesperienza e spesso anche della giovane età delle band! Potremmo davvero essere uno dei Paesi più promettenti della scena mondiale, ma finchè il "business" è gestito da gente che cerca di approfittarsene...

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Sicuramente Internet ci è stato di grande aiuto! Voglio dire... In molti credo che si incazzerebbero se trovassero le proprie canzoni su YouTube, o il proprio album da scaricare interamente gratis sui blog, o su programmi P2P... Per noi significa semplicemente che la nostra musica piace e questo non può che farci piacere! Tanto con il metal, soprattutto in Italia, non diventerai mai ricco a meno che non ti chiami Metallica!

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Spesso il metal è un genere sottovalutato a livello tecnico... O sei Malmsteen o i Dream Theater, oppure non vali niente! Sinceramente credo che i nostri pezzi siano abbastanza completi anche a livello tecnico! Anche se in futuro mi piacerebbe spaziare e provare a cimentarmi in arrangiamenti un po' diversi, che possando dar sfogo anche al lato più "post" dei nostri ascolti... Non sono una di quelle persone che pensa "Se il pezzo è difficile, allora è bello!"... Tutt'altro! Trovo che spesso i pezzi con troppi fronzoli cercano di mascherare l'assenza di idee in una canzone!

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Fabri Fibra! Bhè, potrebbe nascere qualcosa di nuovo, no? Metalcore-Futuristico!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Abbiamo da poco pubblicato il nostro primo videoclip diretto da Salvatore Perrone, che ha già lavorato in passato per band come Suicide Silence, Evergreen Terrace e Devildriver, uno dei migliori registi del genere e nostro carissimo amico! Il brano scelto è la title-track "Words To End", lo potete trovare qui: http://www.youtube.com/watch?v=2G5OWrVDFOc Se volete invece sentire qualche canzone in più potete andare sul nostro MySpace ( http://www.myspace.com/forgottentearsband ), se vi piace quello che sentite spero di vedervi ad uno dei prossimi live! Grazie dello spazio che ci avete dedicato per questa intervista, e a tutti i lettori per il tempo che hanno impiegato a leggerla!

Maurizio Mazzarella

mercoledì 11 maggio 2011

SOULDECEIVER - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Souldeceiver in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio The Curious Tricks of Mind. Ci rispondono Francesco, Luca, Alessio, Giulio ed Eddy. Ringraziamo infinitamente Trevor e la Nadir Music:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Francesco:The curious tricks of mind arriva sul mercato dopo 2 anni circa dall’ uscita di Mankind’s mistakes e si presenta come un evoluzione nel nostro sound verso lidi più groovosi rispetto all’ esordio. Abbiamo mantenuto il nostro riffing violento, coadiuvato da una sessione ritmica impressionante merito del grande Alessio Spallarossa (SADIST), turnista e special guest del CD.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Luca: I due chitarristi sono gli unici membri superstiti della band che incise il primo demo. Siamo nati dalla fusione di precedenti bands locali ideata dal cantante e dal batterista precedenti e da me. Le nostre origini musicali ci hanno visto convogliare le esperienze fatte con le vecchie bands,in una nuova creatura death metal. Il demo, Personal Massive Researce (2007) è molto influenzato dai Death ed ottiene una votazione di 7/10 su Grindzone. Due anni dopo esce Mankind’s Mistakes, con l’ attuale cantante e buoni riscontri critici. Un altro cambio di line up con l’entrata del nuovo bassista (Eddy) durante il periodo di promozione dell’album, un mini tour europeo con i Necrodeath e qualche altro live in giro per la Toscana e poi alla fine dell’ estate 2010 l‘ultimo cambio dietro alle pelli con Alessio Spallarossa che ha registrato l’album e l’ entrata ufficiale di Giulio nella band per la promozione live di The curious tricks of mind.

Come è nato invece il nome della band?

-Luca: Il nome è stata una mia idea: ( to ) deceive significa ingannare, ma anche circuire- convincere- illudere- imbrogliare, mi piaceva l’idea di concepire la mia musica come uno strumento in grado di ingannare ma anche circuire ed illudere o convincere, l’anima di chi ci ascolta.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Francesco: Per quanto riguarda il nuovo album, la connessione tra musica e liriche e molto alta. Ciò che vedo nella quotidianità è la fonte d’ispirazione per i testi dell’intero cd, un miscuglio di sensazioni ,illusioni e ipotesi sulla mente umana, sui suoi poteri immensi e sui misteriosi momenti in cui il normale raziocinio scompare sopraffatto dall’ istinto.

-Alessio: I testi influenzano la stesura dei pezzi soprattutto nel momento dei soli di chitarra, che ovviamente rispecchiano quello che è l’andamento del brano in corso e la sua componente lirica.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Giulio: Innanzitutto direi che siamo riusciti a dare una buona personalità alla band, le nostre influenze sono presenti ma non invadenti e la tecnica fine a se stessa non sovrasta la musica. Il groove e la pesantezza generale del cd, i testi ispirati ai curiosi scherzi che la psiche può giocare all’uomo, la fragile unione tra il death americano e i soli tipicamente europei e il prezioso contributo di due membri dei Sadist durante la registrazione, credo possano attirare l’attenzione di ogni metallaro.

Come nasce un vostro pezzo?

-Alessio: Solitamente i pezzi nascono nella mente di Luca o nella mia, registriamo i riffs a casa e lo portiamo in sala prove con una batteria di base. A quel punto lo proviamo col resto della band che corregge, aggiunge o in alcuni casi cestina qualcosa fino ad ottenere l’amalgama giusta per ogni membro. Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Francesco: Hundred 25 è stato il primo pezzo scritto per il secondo album, lo abbiamo inserito nella compilation di rock hard di dicembre 2010 e lo abbiamo suonato nel minitour europeo di Mankind's Mistakes, quindi lo vedo un valido rappresentante per i Souldeceiver 2011. Personalmente apprezzo Maryann , una perplessa lettera ad Annamaria Franzoni con riff granitici e una parte centrale violentissima, e My Closest Embrace che affronta il tema dei delitti passionali supportato da riffing e sezione ritmica martellanti e continui e da degli ottimi giri di basso.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Eddy: Il mix di sound che influenzano il nostro songwriting è vario e frutto delle nostre radici musicali e delle differenti età dei componenti della band. Nello specifico potrei citarti Death, Obituary, Lamb of God, Korn, Hypocrisy, Dark Tranquillity, Meshuggah e i primi Sentenced, e ovviamente tutto il thrash & heavy metal classico.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Francesco: Per il momento stiamo pianificando le date per la promozione di ‘Curious’ assieme all’etichetta (Nadir Music) e al nostro manager,credo comunque che partiremo a settembre, sperando di culminare in inverno con la partecipazione a qualche grosso festival.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Luca: Non abbiamo mai pensato ad una simile eventualità e credo comunque che sarebbe una mossa azzardata per noi dato che vogliamo ancora suonare e farci le ossa. Inoltre non abbiamo ancora un pubblico così vasto da giustificare un disco del genere.. questo non significa che non lo avremo mai però!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Francesco: Personalmente sono un grosso sostenitore delle band italiane, credo che il metal risenta dell azzeramento delle vendite discografiche, ma questo non può certo fermare le band di spessore sulla penisola. Certo, ci sono band estreme che sono riuscite ad emergere come gli Stormlord o i Graveworm, come i Sadist o i Nerve, ma ci sono anche gruppi come gli Stigma che stanno guadagnando consensi nel mondo in pochissimo tempo, o i redivivi Resurrecturis autori di un disco memorabile e vario. Purtroppo non tutti hanno la fortuna di vivere nelle vicinanze di una metropoli e i problemi per una band derivano soprattutto dalla zona della penisola in cui suona. Trovare un locale dove proporre pezzi propri è molto difficile e quasi sempre non porta guadagni economici. Passare anni a suonare nei locali ricevendo solo pochi spiccioli porta i musicisti allo sfinimento o semplicemente a cambiare proposta musicale per avere una possibilità.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Francesco: Se parlo a nome dei Souldeceiver posso dire che siamo nati nell’ era digitale, nel periodo della grave crisi discografica degli ultimi anni. Internet è stato quindi il mezzo per farci conoscere e il tramite con la nostra prima casa discografica (SG records). Personalmente ritengo che internet come vetrina funzioni in modo relativo; mi spiego meglio: la possibilità di essere ascoltato da tutto il mondo é ovviamente un’ ottima pubblicità gratuita. Il rovescio della medaglia è che i contest imbastiti dalle grosse case discografiche e che si basano sul conteggio delle visite sullo space dei gruppi in concorso, premia molto spesso band provenienti da grandi città, da nazioni più forti in campo metal, relegando l’ Italia a ruolo di outsider.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Luca: Suoniamo quello che ci piace, ci completa. Vogliamo solo condividere la nostra musica con i fan, avere l’opportunità di essere compresi e valutati in base alla totalità della nostra proposta e questo non per forza coincide con gli anni di studio sullo strumento. Se un giorno sentiremo di voler esprimere concetti attraverso virtuosismi che esulano dal nostro genere musicale, allora lo faremo.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Francesco: Suonando un tipo di metal particolarmente groovoso, mi piacerebbe molto collaborare con i maestri americani Cypress Hill, capaci di rimanere violenti e urbani in qualsiasi genere musicale si cimentino.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Alessio: Ringraziamo Informazione Metal per l’opportunità offertaci e invitiamo i lettori a collegarsi al nostro space o reverbnation per ascoltare qualche pezzo e magari comprare il CD. Grazie mille Souldeceiver

Intervista di Maurizio Mazzarella

lunedì 18 aprile 2011

SCAR SYMMETRY - Intervista alla Band


Intervista agli svedesi Scar Symmetry in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio edito da Nuclear Blast Records "The Unseen Empire". Ci risponde il batterista della band Henrik Ohlsson:

Come descriveresti, in termini musicali il vostro nuovo album? Vuoi introdurlo?

-Ha un po' di tutto. E' melodico, progressive, brutal, heavy e veloce. E' molto diverso come album e le canzoni ti conducono in luoghi diversi musicalmente. "The Unseen Empire" rimane fedele al classico sound degli Scar Symmetry, ma abbiamo anche provato alcune cose nuove che comnuque avevamo già fatto prima, ci siamo evoluti in modo naturale esono molto contento del nuovo album.

Quanto tempo è servito per registrarlo?

-Abbiamo registrato la batteria nel mese di novembre e ci sono voluti circa sette giorni. Poi siamo andati in tour negli Stati Uniti, per cinque settimane, e abbiamo proseguito con la registrazione quando siamo tornati a casa. Abbiamo trascorso tutto il mese di gennaio di quest'anno per registrare l'album e circa la metà di febbraio. Così per l'intera registrazione ci sono voluti circa due mesi.

Qual è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

-Di solito Jonas scrive un mucchio di canzoni e lo fa anche Per, nel complesso partiamo da lì. In questo album sia Jonas che Per hanno lavorato un po' più del solito, si sono seduti in studio e hanno creato alcune canzoni assieme. Quando le canzoni sono fatte da Per e Jonas si creano le linee vocali e poi io scrivo testi per le canzoni. Questo è il nostro modo di lavorare fin dall'inizio e funziona alla grande per noi. Quando siamo in uno studio di registrazione Lars e Roberth giungono con idee e suggerimenti per le parti vocali e solo dopo tutte le canzoni sono complete, a quel punto è solo una questione di dettagli.

Quali sono gli argomenti trattati nel nuovo album?

-In "The Unseen Empire" cerchiamo di denunciare la mano nascosta che dirige i fili del genere umano, al fine di realizzare il suo programma di dominio globale. Il concept dell'album narra della politica dei vari governi, come anche della guerre più sanguinose del passato ed ancora di più delle speculazioni dell'intelligenza malefica. Ci sono imperi visibili che sembrano in regola ed imperi invisibili che governano veramente il mondo. Questo album mette in luce quelli che vogliono rimanere invisibile nell'ombra.

Qual è il brano dal vostro nuovo album al quale ti senti più affezionato?

-Adesso ho due brani che ritengo favoriti. "Illuminoin Dream Sequence", perché porta in dote una tale atmosfera sognante ed è realmente progressive in alcune parti d'avanguardia e poi in generale lo ritengo molto fresco. Si va dal riff progressive al sogno verso ed oltre alla follia death metal e poi di nuovo e di nuovo. Mi piace molto anche "The Draconian Arrival", perché la canzone sembra essere un film. E' un brano molto bello e potenzialmente è un hit, poi ha una parte centrale molto complessa.

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-Onestamente direi che noi non siamo stati molto influenzati da gruppi specifici, ma siamo stati influenzati maggiormente da generi interi. Abbiamo più o meno utilizzato tutti igeneri metal esistenti e anche musica progressive, come anche cose non essenzialmente metal. Direi che l'heavy metal degli anni ottanta ed death metal giocano un ruolo importante nella nostra musica, anche se ci sono un sacco di altri generi nei nostri dischi oltre a quelli enunciati.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Ci auguriamo che le persone considerino questo un album uno dei migliori dischi di quelli che abbiamo fatto, perché in questo lavoro il nostro modo di essere si sente molto su di esso. Abbiamo anche la speranza di raggiungere un grande successo come band, qualcosa che si aggiunga a quanto già sperimentato.

Cosa ne pensi del mondo del music business? Come lo giudichi?

-Il business nella musica è un po' come il Far West. Ci sono regole che dettano chi lavora nel mondo della musica e non è come avere un lavoro regolare per tutti. Non si sa mai di quanto denaro hai bisogno perché le persone tendono a mentire molto nel business e fregarti ogni volta che si può. Si nutre della passione dei musicisti. Se si suona musica per il denaro, è più probabile uscire molto presto da questo mondo, perché oggi non c'è molto denaro nel business a meno che non sei una big band e sono poche. Ma la scena metal è di per sé sana, ci sono un sacco di buone band e ci sono un sacco di generi esistenti che hanno bisogno di essere particolarmente pubblicizzati.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-Beh, come ho detto, i soldi sono un problema a volte. quando si sta via per un mese e finisci senza guadagnare. Questo è problematico perché allora non si possono pagare le bollette e non si ouò comprare il cibo sai? Tutti hanno bisogno di un tetto sopra la testa e tutti hanno bisogno di mangiare. Ma un sacco di gente nel mondo della musica non è a conoscenza della situazione finanziaria dei musicisti, vogliono solo lavorare per nulla e si interessano solo dei soldi nel proprio tasche. Quando un gruppo suona per centinaia di persone ogni notte, si ha chiaramente popolarità e un movimento di fans, ma puoi finire anche senza soldi ed è assurdo.

C'è qualche musicista con il quale desideri collaborare un giorno?

-Hell Yeah! Snowy Shaw, Paul Stanley, Bruce Dickinson e molti altri. Ci sono molte persone di talento e leggende Mi piacerebbe lavorare con una di loro della scena metal.

Quali sono i piani futuri per la band? Come desiderate promuovere il vostro nuovo album?

-Stiamo facendo interviste, video e clip audio da alcune settimane, costruendo una certa aspettativa per l'album. Quando il disco verrà pubblicato, noi iniziaeremo a partecipare a dei festival e continueremo a farlo durante tutta l'estate. Probabilmente andremo in Australia per alcune date e poi faremo un giro completo entro l'autunno l'inverno di questo stesso anno. Faremo anche alcune date in Sud America prima della fine dell'anno. Poi continueremo a promuovere l'album facendo concerti nel prossimo anno.

Pubblicherete un live CD o un DVD?

-Ne abbiamo gia' discusso, direi che è possibile. Siamo stati così impegnati nel registrare il nuovo album e per la promozione con interviste ed è stato il nostro obiettivo principale finora in quest'anno.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie ai fans! Apprezziamo il vostro sostegno immensamente. Senza di voi non saremmo in grado di fare questo. Spero vi piaccia il nostro nuovo album e seguitici attraverso il nostro sito, il nostro profilo facebook ed il nostro myspace!

Intervista di Maurizio Mazzarella

martedì 15 marzo 2011

LEGION OF THE DAMNED - Intervista alla Band


Intervista agli olandesi Legion Of The Damned in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio su Massacre Records "Descent Into Chaos":

Come descrivereste, in termini musicali il vostro nuovo album? Volete introdurlo?

-E' un misto di thrash e death, almeno crediamo.

Quanto tempo vi è servito per registrarlo?

-Circa tre settimane.

Qual è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

-Ogni canzone nasce dal lavoro collettivo del gruppo, nulla è pianificato, lo diciamo davvero.

Quali sono gli argomenti affrontati nel nuovo album?

-La religione, le guerre e via discorrendo...

Qual è il brano del vostro nuovo album al quale vi sentite più affezionati?

-Certamente "The End Of Darkness" e "Shrapnel Rain".

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-Tutte band della vecchia scuola come Destruction, Slayer e Kreator, gruppi che ci hanno certamente influenzato, ma il sound che creiamo nasce da quello che ci piace di più.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Che alle persone questo album possa piacere.

Cosa ne pensate del mondo del music business? Come lo giudichi?

-Possiamo dire che senza dubbio è qualcosa di molto duro.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-Non ci sono difficoltà onestamente.

C'è qualche musicista con il quale desiderate collaborare un giorno?

-No!

Quali sono i piani futuri per la band? Come desiderate promuovere il vostro nuovo album?

-Abbiamo appena organizzato un tour con i Kataklysm e stiamo organizzando un sacco di festival in programma per la prossima estate.

Pubblicherete un live CD o un DVD?

-Abbiamo già pubblicato qualcosa di simile più o meno un anno e mezzo fa!

Volete lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-No, davvero.

Intervista di Maurizio Mazzarella

mercoledì 2 marzo 2011

OBSCURA - Intervista alla Band


Intervista ai teutonici Obscura, in occasione della pubblicazione del loro ultio lavoro in studio "Omnivium". Ci risponde Hannes Grossmann, batterista del gruppo:

Come descriveresti, in termini musicali il vostro nuovo album? Vuoi introdurlo?

-Parlando di musica, ho la sensazione di vedere in prima istanza, una musica fatta in senso analitico. Per confrontare 'Cosmogenesis' con 'Omnivium', direi che questo nuovo disco ha delle vibrazioni molto scure che a volte sono molto vicine al sentimento di una band come gli Emperor. Essi, sono stati una grande influenza con l'album 'Prometheus' pochi anni fa. Abbiamo ancora integrato il disco con la nostra impronta musicale, con la nostra identità di band come Obscura. 'Omnivium' potrebbe essere un passo nella giusta direzione. Con il precedente album abbiamo voluto creare musica e soprattutto la sensazione degli album dei primi anni '90 come 'Human', 'Unquestionable Presence' e 'Focus'. L'album di debutto è stato un album solido in cui tutte le nostre influenze, erano molto evidenti, soprattutto in un brano come 'Nothing' trasparivano i Morbid Angel. Per creare qualcosa di nuovo, abbiamo deciso di non copiare noi stessi e quindi scrivere un secondo 'Cosmogenesis', né tentato di registrare un nuovo album dei Death. Abbiamo anche usato più chitarre a sette corde, che si traduce in un muro di suono più ampio e una sensazione diversa. Al momento abbiamo qualche idea su come e in che modo il prossimo album potrebbe essere diretto. Sono abbastanza sicuro che possiamo andare ancora oltre a creare musica interessante in futuro e mantenere il nostro approccio estremo prog.

Quanto tempo è servito per registrarlo?

-Tutto sommato metà anno circa.

Qual è l'origine di una vostra canzone?

-Tutti siamo stati influenzati da altri gruppi all'interno della band. Quindi, per questo album abbiamo avuto idee diverse ed abbiamo scritto insieme le nostre idee con l'aiuto dei computer. Abbiamo sempre avuto idea di come una canzone dovesse suonare. Quindi non abbiamo messo troppo tempo per il copmletamento di una canzone, è stato semplice scrivere e quindi sapere cosa si stava andando a suonare. Faccio la maggior parte della strutturazione dei brani e le modalità. Ma in generale, la composizione è uno sforzo vero della band.

Quali sono gli argomenti affrontati nel nuovo album?

-È possibile interpretare l'album e il concept in base ai testi ed al design in modi molto diversi. Allo stesso modo siamo soliti comporre musica, Steffen cerca di costruire una base principale ed aggiunge altre idee fino a quando il risultato non è soddisfacente. Nel disco si parla della storia della scimmia, con il concetto di umano, visto come evoluzione con un legame molto poetico e filosofico, come noi uomini ci siamo sviluppati, ma ci sono anche nuove dimensioni, oltre che scoperte chimiche, pensieri di filosofia superiore, così come il grande dibattito sulle religioni. L'attenzione ai testi si basa sulla filosofia più alta e sulla discussione di diverse religioni. A tal proposito con 'Omnivium', ci siamo basati sul libro di Friedrich Schelling On Nature's Connection to the Spirit World', aggiungendoci i nostri pensieri. Su tutti i testi ho un parere personale, una preferenza personale e una diversa visione sullo stesso argomento in particolare sulle religioni. C'è sempre un collegamento alla vita reale, quelle idee non invecchiano mai. Ma, non diciamo alla gente cosa fare, cosa pensare o come vivere la loro vita. Tutti con 'Omnivium' dovrebbero trovare la propria verità. 'Omnivium' il titolo, ad esempio, è un vortice nero all'interno dell'universo, una spirale verso il basso per annientare tutto il genere della vita e gli elementi per creare qualcosa di nuovo.

Qual è il brano del vostro nuovo album al quale ti senti più affezionato?

-Hmm, domanda difficile. Personalmente mi piace l'opener "Septuagint", perché ha dentro tanti colori diversi. E' un brano strumentale èd anche qualcosa per il quale possiamo essere fieri.

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-Questo è qualcosa di diverso per ogni membro del gruppo, perché ognuno nella band ha influenze individuali che portiamo nella nostra musica. Ci sono band che hanno influenzato tutti: Death, Morbid Angel, Dissection, Emperor, Cynic e Symphony X. Uno dei nostri gruppi preferiti è una band praticamente sconosciuta in Germania chiamato Noneuclid. Essi sono la più grande influenza per noi attualmente. Per me personalmente, la più grande influenza sono stati i RUSH. Ma anche alcuni altri gruppi prog, come Dream Theater, Watchtower, Edge of Sanity (Crimson!) e Psychotic Waltz, ma anche musica classica e fusion.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Che si venda, haha!

Cosa ne pensi del mondo del music business?

-Penso molte cose. In una prospettiva a breve termine, molti gruppi e artisti tendono a parlare male del business e dire cose come "oh, solo se promuoviamo la band diventiamo più grandi, invece di essere considerati solo musicisti di talento". Ma in una prospettiva a lungo termine è la musica di alta qualità quella che si conficca nella mente della gente e che ha un significato. Quindi, qualsiasi band che è pubblicizzata al momento, senza avere sostanza musicale, sarà dimenticata tra 10 anni! Penso che noi facciamo musica di alta qualità, quindi mi aspetto che diventeremo molto più grande in pochi anni. Non importa quale sia l'azienda per la quale lavoreremo. Con internet il mondo della musica professionale è minacciato. Per noi musicisti è una grande occasione! Ma d'altra parte, è necessario avere le aziende professionali per distribuire la tua musica. Non si può fare da soli arrivati ad un certo livello. Quindi, un sano lavoro di etichette / agenzie di booking ed artisti è il modo migliore per affrontare i problemi del business.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-Arrivare alle persone che hanno potere nel marketing e che possano credere nel futuro della nostra band.

C'è qualche musicista con il quale desideri collaborare un giorno?

-Hm, buona domanda. Mi piacerebbe molto suonare con Michael Romeo dei Symphony X ed Allan Holdsworth, due dei miei musicisti preferiti. Inoltre, troverei molto stimolante scrivere con Ishahn o Michael Akerfeld. Ma ci sono stati molti musicisti finora con i quali ho avuto la fortuna di collaborare, come i ragazzi della mia band che sono i migliori con i quali io abbia mai lavorato. E anche aver suonato con Steve DiGiorgio e lavorare con Ron Jarzombek e Alex Webster su Blotted Science è stato un grande sogno diventato realtà.

Quali sono i piani futuri per la band? Come desiderate promuovere il vostro nuovo album?

-L'etichetta sta facendo la promozione, haha! Farempo presto un grande tour nel 2011, e lavoreremo anche con i nostri testimonial TAMA, Meinl, Pro-Mark Sticks, Ibanez e ENGL migliroando la nostra fama di musicisti!

Pubblicherete un live CD o un DVD?

-Un DVD è in realtà sta uscendo in questi giorni! Sto rilasciando un DVD didattico per batteristi, uscirà il prossimo mese, così come vogliamo anche fare un DVD per gli Obscura un giorno. Non mi piace molto però l'idea di un album live.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Non votate per Berlusconi!

Intervista di Maurizio Mazzarella

martedì 15 febbraio 2011

RITUAL OF REBIRTH - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Ritual Of Rebirth in occasione della pubblicazione del loro lavoro in studio "Of Tides And Desert". Ci rispondono Alessandro Gorla (voce) e Fabio Palombi (chitarra del gruppo e produttore del disco):

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-FABIO: Certamente! Of Tides and Desert è la nostra seconda fatica in studio, lo descriverei come un disco che suona molto moderno, potente, veloce ed aggressivo in decisa contrapposizione con il precedente Ethical Disillusion sia dal punto di vista musicale che da quello più pratico della produzione. Lo trovo un disco vario, ogni pezzo ha la sua identità ben distinta ma nonostante tutto il materiale suona molto compatto. Scendendo più nel tecnico, Tides è un disco pensato con lo scopo di risultare molto aggressivo e diretto mantenendo però alcune caratteristiche fondamentali del nostro sound, quali la semplicità degli arrangiamenti unità ad una certa ricercatezza armonica, caratteristiche presenti anche sul precedente Ethical Disillusion. Di conseguenza abbiamo adattato anche il nostro sound alle sonorità che abbiamo scelto per questo disco, optando per una produzione più moderna e forse meno calda ma sicuramente molto più d'impatto in contrapposizione a quella del debut album. Il fatto poi di averlo potuto produrre e registrare autonomamente nel mio studio ci ha aiutato forse a vivere sia la fase compositiva che quella della registrazione fisica delle tracce in modo molto meno stressante rispetto al passato, contribuendo a rendere i brani ancora più "nostri" e permettendoci il lusso di spendere molto più tempo in tutte le fasi della produzione.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-ALESSANDRO: La band è in attività da ormai dieci anni. Dai classici pomeriggi in cui ancora minorenni si passava il tempo a suonare e bere birra, il gruppo è naturalmente maturato sino a quello che vedi oggi, ovvero 5 persone che sanno esattamente cosa vogliono fare e dove vogliono andare! Personalmente, sono entrato in formazione nel 2007, anno in cui le cose hanno iniziato a stabilizzarsi. Negli anni precedenti infatti la band ha subito strappi e lacerazioni varie: della formazione originaria sono rimasti solo Fabio (chitarra) e Nico (basso). Oggi possiamo dire che questo processo è servito a dar vita per passaggi graduali alla formula Ritual 2011: una alchimia precisa, concentrata, determinata!

Come è nato invece il nome della band?

-FABIO: Il nome della band risale ormai a più di 10 anni fa quando ancora ero un metallaro adolescente ed anche piuttosto incosciente quindi all'epoca la mia fu una scelta dettata prevalentemente da fattori estetici. Col passare degli anni però è come se l'alone di spiritualità che avvolge il nostro nome avesse preso il sopravvento sulla nostra musica e sul modo in cui viene pensata, vissuta e composta. Considerando la nostra storia, che è molto lunga e costellata di bellissimi momenti ma anche di eventi anche molto tragici ora come ora penso che non potremmo avere un nome più azzeccato per descrivere gli interminabili cicli di "morte" e "rinascita" di cui siamo stati protagonisti.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-ALESSANDRO: la musica è comunicazione: le note nutrono il cuore e lo stomaco, i testi il cervello. In questo senso, tendo a dar molto peso a quello che scrivo. Non si tratta di diffondere messaggi come fossimo profeti, semplicemente di condividere quello che sentiamo e pensiamo, la nostra prospettiva sul mondo. Of Tides And Desert parla principalmente di conflitto sociale. Questi sono tempi bui, in cui le persone vengono private dei diritti più elementari, ammesso che li abbiano mai avuti, tutto a vantaggio degli inquilini del piano di sopra. I testi raccontano la realtà del conflitto, la necessità della lotta, il disprezzo per l'indifferenza e l'individualismo.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-FABIO: Penso che la nostra proposta musicale sia piuttosto ricca e variegata pur rimanendo nell'ambito cosiddetto estremo e che quindi possa attrarre o comunque risultare interessante per un pubblico vasto. Siamo una band che solitamente piace anche al di fuori dell'ambito metal grazie forse all'attenzione che riponiamo nella cura dell'aspetto melodico dei nostri pezzi e per gli arrangiamenti che cercano di risultare freschi, moderni e interessanti nonostante il nostro amore per i grandi classici sia tutt'altro che velato!

Come nasce un vostro pezzo?

-ALESSANDRO: Diversamente dal primo disco, che è uscito quasi interamente dalle mani di Fabio, Of Tides And Desert ha visto la partecipazione attiva di tutti i membri della band alla stesura dei brani. C'è è stata una prima fase, durante la quale Fabio, Ermal e Nico (rispettivamente chitarristi e bassista) hanno messo insieme le idee, e scritto una bozza dell'album. Erik, il batterista, ha avuto il materiale, ci ha lavorato su, e successivamente abbiamo iniziato a provare in sala, per lavorare tutti insieme sulle parti e gli arrangiamenti. Nel frattempo abbiamo anche registrato parecchio, sicché io ho potuto iniziare a scrivere i testi, ragionare sulle metriche, e quant'altro. Siamo soddisfatti del risultato, è assolutamente appagante per tutti ed ognuno di noi vedere come un lavoro condiviso, pur con la sua difficoltà, possa aggiungere colori e sfumature agli input individuali.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-FABIO:Dal punto di vista tecnico in genere quando si finisce di registrare un album si pensa sempre che qualcosa sarebbe potuto venire meglio, oppure che un pezzo non sia venuto come lo si era pensato in fase di composizione, ma devo dire che questa volta sono molto convinto della resa di tutti i brani. Parlando invece di emozioni e legami musicali, sono molto legato in particolare a 3 brani : Leeches, Sick Shylock e The Blind Watchmaker. Leeches è un finto mid-tempo molto melodico e groovoso, supportato da un ottimo arrangiamento melodico che rispecchia al 100% il mio gusto melodico/musicale personale... forse mi piace soprattutto perchè è uno dei pochi brani che ho composto interamente io, quindi è piuttosto inevitabile che io lo "senta" un po' più degli altri!!!! Sick Shylock è a mio gusto il brano meglio riuscito del disco, è un pezzo molto potente, caratterizzato da riff monolitici che spingerebbero ad un po' di sano headbanging anche un hippie ancora in acido dagli anni 70, è davvero il nostro brano più potente di sempre! Quanto a The Blind Watchmaker, è un pezzo di cui sono molto orgoglioso, è sicuramente il momento più emozionale del disco, è un lungo viaggio molto coinvolgente, il pezzo ideale per concludere un disco come Of Tides And Desert.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-FABIO: Penso fermamente che il proprio gusto musicale si formi nei primi anni di "ascolto" della nostra vita quindi a livello personale mi sento molto più influenzato da band quali Pink Floyd, Queen, Led Zeppelin e soprattutto dalla scena grunge (Alice in Chains su tutti!). Per quanto riguarda invece il metal ti citerei band quali : Carcass, Fear Factory, Pantera, Meshuggah, Machine Head, Death... penso che siano per tutti influenze molto marcate se si vuole suonare Metal estremo. Parlando del nostro disco, sono convinto che possa piacere molto a chi come noi ha consumato Heartwork e Slaughter of The Soul ma non disdegna band più recenti quali ad esempio i Devildriver!!!!!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-ALESSANDRO: Con quest'album abbiamo deciso di allontanarci dal sentiero battuto, per avventurarci in terre affascinanti, a nostro avviso ricche di opportunità. Fuor di metafora, abbiamo deciso di non legarci ad alcuna etichetta, e tantomeno distributore ufficiale, per avere il pieno controllo del materiale. L'album è uscito in allegato a Rock Hard di febbraio, e a fine mese sarà disponibile sul sito www.jamendo.com in distribuzione gratuita con licenza CreativeCommons, che permette ai fan di scaricare gratuitamente e legalmente l'album. Stiamo già fissando un po' di date in giro, parlare di tour in Italia è fuori discussione, non ci riescono i gruppi affermati, non vale neppure la pena provare. Diverso discorso per l'estero. Fabio ed Ermal nel 2010 hanno fatto due tour europei con l'altro gruppo in cui suonano - Nerve - con band quali Decapitated e Hate. Proveremo a organizzare qualcosa del genere, appena varcate le Alpi tutto pare più semplice, in effetti.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-FABIO: No, questa è una cosa che al momento non siamo in grado di mettere in produzione per ovvie ragioni legate quasi esclusivamente al budget che abbiamo a disposizione. Quello che posso anticiparti però è che realizzeremo presto un videoclip per dare ancora più forza al lavoro di promozione di cui ci stiamo autonomamente facendo carico e penso che ciò avverrà nei prossimi mesi, quindi anche per questo non ci faremo attendere.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-ALESSANDRO: La scena italiana è vivacissima e molto fertile. Noi apparteniamo alla "seconda generazione" di musicisti metal, che ha prodotto una serie di bands validissime, molte delle quali meriterebbero un'opportunità anche all'estero, circuito dal quale purtroppo l'Italia è tagliata fuori, tranne poche eccezioni. Oggi si sta affacciando la "terza generazione", gruppi di ragazzi magari giovanissimi che però hanno un livello tecnico assolutamente rispettabile, nonché idee e passione. Crediamo profondamente nella scena underground, e la supporteremo sempre. Il problema, come accennavo prima, è che l'Italia dal punto di vista della cultura musicale è impermeabile alla musica estrema, e questo ha forti ripercussioni sulla dimensione, i numeri della scena.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-ALESSANDRO: come ti accennavo prima, internet per noi è uno strumento fondamentale. Abbiamo sempre condiviso la nostra musica in rete, anche se sino ad oggi in maniera forse un po' timida. Per Of Tides And Desert il discorso sarà diverso. A fine febbraio affideremo a internet la diffusione del nostro lavoro in forma gratuita, attraverso Jamendo, che è il principale portale di distribuzione della musica con licenza CreativeCommons. A prescindere dalle posizioni di ognuno sulla "musica libera", la musica in rete, il download e quant'altro sono fenomeni di fronte ai quali continuare a lamentarsi senza coglierne le enormi opportunità inizia ad essere un atteggiamento un po', come dire, sterile. Questo non significa che siamo dei filantropi, ma semplicemente che la rete è uno strumento di promozione potentissimo, e intendiamo sfruttarlo. Cercheremo di suonare il più possibile, e chi vorrà supportarci potrà farlo venendoci a vedere, comprando il merchandise, oppure Of Tides And Desert in cd, con lo splendido artwork disegnato da NerveDesign.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-FABIO:Il metal in generale è un tipo di musica che lascia molto spazio alla creatività, che forse è davvero l'unico elemento di virtuosismo che inseguiamo di anno in anno. Quindi direi che in definitiva il genere che suoniamo valorizza molto il nostro "talento" se così lo si vuol chiamare, ma come band non abbiamo mai avuto un atteggiamento particolarmente tecnico, ci concentriamo più che altro sul lato comunicativo ed emozionale dei brani. Mi piace pensare che la gente in futuro si ricordi di noi perchè abbiamo saputo scrivere dei pezzi che hanno un'anima, che sanno trasmettere emozioni piuttosto che sentirsi elogiare per la tecnica con cui li eseguiamo.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-FABIO: Senza ombra di dubbio Devin Townsend. A livello personale è la mia più grande fonte d'ispirazione e penso che se dovessimo mai fare qualcosa con lui, non riuscirei neanche per un secondo a mantenere un atteggiamento serio e professionale da quanto lo adoro!!!! Mi piacerebbe moltissimo che producesse un nostro disco, ma mi sembra piuttosto impossibile!!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-ALESSANDRO: Assolutamente sì! L'idea è questa: visitate la nostra pagina Jamendo all'indirizzo www.jamendo.com/ritual_of_rebirth, scaricatevi Of Tides And Desert, e lasciateci un feedback! Grazie, ci vediamo in giro! Join the Ritual!

Intervista di Maurizio Mazzarella